domenica 25 novembre 2007

Spezzatino con olive


Costi il secondo..

Ingredienti (per 6 persone ca.)

Carne: si può scegliere di usare il muscolo di manzo, il vitello o il vitellone oppure un pezzo che qui in Romagna (o forse anche altrove) viene chiamato “gommoso” – gr. 500/600

Passata di pomodoro: gr. 700

1 scalogno

Olive: le migliori per questa ricetta sono le taggiasche già denocciolate. Io non so quanti gr. ne servano però 30 olive, di cui 20 a pezzettini e il restante intere vanno bene…dipende anche dai gusti. Se usate quelle in salamoia prima di metterle nel pentolone sciacquatele bene, altrimenti il tutto risulterà troppo salato.

Sale, pepe, un filo di zucchero e peperoncino q.b. io non amo il pepe quindi non ne uso, gli amanti di questa spezia sapranno la giusta quantità, rigorosamente in grani, da mettere nell’intingolo.

Per prima cosa se la carne non è già tagliata (si trova facilmente dal macellaio o al supermercato già a pezzettini), dobbiamo dividerla, formando pezzetti compatti e privi di alcuni grassi; il grasso quello tenero si può lasciare perché si scioglierà nel sugo e darà anche un saporino più succulento, per i calli e i nervetti invece è bene toglierli tutti. Prendere un bel pentolone capiente, la cosa migliore sarebbe il famoso “coccio” toscano che può essere messo anche sul fuoco e che da al piatto un sapore antico per fare un po’ di poesia, ma una pentolaccia fonda antiaderente o con fondo in acciaio andrà bene comunque.
Mettere lo scalogno tritato con 4 cucchiai d’olio d’oliva in pentola e soffriggere per alcuni minuti, appena sarà dorato mettiamo la carne a pezzi, mantenendo il fuoco abbastanza alto, e facciamo in modo che diventi rosa, mescolando continuamente. Appena la carne sarà bella “abbronzata” mettiamo le olive, il sale (il pepe in grani), il filo di zucchero per togliere l’acido al pomodoro, il peperoncino e la passata, poniamo sopra il pentolone un coperchio senza che però tappi completamente tutto il bordo e a fuoco basso, veramente basso, lasciamo cuocere per almeno 3-4 ore, facendo attenzione che l’intingolo non sia mai secco; per questo se dovesse diventare troppo asciutto possiamo sia rimettere altra passata che aggiungere dell’acqua (io consiglio questa seconda scelta, altro pomodoro potrebbe coprire troppo i sapori).
Il piatto sarà pronto quando la carne diventerà tenera tenera, quei pochi grassi si saranno completamente sciolti, la passata di pomodoro ribollirà caldissima e nell’aria odore di olive e autunno.
La mia roccia consiglia sempre una canzone da abbinare al piatto ed io quindi non mi astengo proponendo una bella canzone di Cat Stevens dal titolo “The first cut is the deepest” però, visto che l’attesa per il piatto è lunga, se non avete niente da fare vi consiglio anche un libro di Marco Malvaldi intitolato “La briscola in cinque”. In effetti non è molto in tema con la ricetta, perché la storia è ambientata d’estate al mare ma il buonumore non manca, come quello che proverete dopo avere assaggiato lo spezzatino!
Buon appetito!

12 commenti:

Luca ha detto...

ciao teresa... sono finito casualmente sul tuo blog e ho visto... che abbiamo molte cose in comune... la cucina, i viaggi...
spero passerai sul mio blog...
www.paradisoartificiale.blogspot.com
sono sicuro che ti piacerà
a presto
Luca

Cannelle ha detto...

Very good! Continua così...

ilmarchesedelgrillo ha detto...

pero! sembra davvero gustoso! credo che il buon Pellegrino Artusi ne sarebbe orgoglioso! Buon appetito anche a te!

Costanza ha detto...

Che bel complimento per il mio spezzatino!!! Pellegrino è un grande maestro!
Grazie

comidademama ha detto...

temo di dover trovare un buon glossario italiano-inglese sui tagli di carne
le taggiasche sono un miraggio, ma troverò di certo le olive nizzarde
e poi ci provo

Cuocapercaso ha detto...

Buonissimo!! io adoro lo spezzatino, lo faccio in tutte le salse, ma non conoscevo questa ricettina con le olive!! parte la ricerca delle taggiasche!!

grazie, ciao!!!

Grazia

Cannelle ha detto...

Grazie per essere passata da me, torna presto!

Paolo ha detto...

questo piatto era uno di quelli che la mia nonna cucinava spesso la domenica!
non ricordo e forse non so se le olive che utilizzava fossero proprio le taggiasche ma ho un ricordo vivido del profumo che c'era in cucina...
grazie per avermi riportato indietro nel tempo.
imbocca al lupo a questo fantastico blog!

Anonimo ha detto...

Ma lo sformato di zucchine? Non lo vedo...cara la mia costanza..

Costanza ha detto...

anonimo che sei??? qualificati altrimenti non rispondo!

Anonimo ha detto...

Salve Costanza! Stasera vorrei preparare lo sformato di zucchine per mia sorella perche' e' stata molto cattiva.Pero'non ricordo.. ci vanno 14 o 16 uova?
Valentina

costanza ha detto...

Carissimo anonimo ti consiglio 16 uova che fanno sempre tanmto bena alla salute... non so se hai notato il messaggio che ti ho scritto nella ricetta dei muffin...
saluti e baci